La storia di Benso: il ritorno di un’icona della ristorazione bolognese

Ci sono luoghi che non smettono mai di esistere, anche quando le luci si spengono. La storia di Benso è una di quelle che merita di essere raccontata, perché rappresenta un pezzo autentico dell’anima gastronomica di Bologna.

Nato nei vivaci anni ’80 nel cuore del ghetto ebraico, in Vicolo San Giobbe, Benso era più di un semplice ristorante: era un punto di riferimento per buongustai e appassionati della vita “in”. Oggi, dopo oltre vent’anni di chiusura, l’insegna torna a brillare, riletta con eleganza e rispetto dalla famiglia Morabito.

Gli anni ’80: quando Benso era il cuore pulsante della Bologna modaiola

Negli anni ’80, Benso era il luogo dove si incontravano buongustai, intellettuali, sportivi e personalità della città. Tra i soci figurava anche Roberto Brunamonti, leggendario playmaker della Virtus Bologna.

Il locale, con le sue atmosfere soffuse e raffinate, proponeva una cucina che univa piatti tradizionali bolognesi e specialità di pesce fresco, un connubio innovativo per l’epoca. I suoi tortellini, le cotolette petroniane e il pesce del giorno attiravano una clientela affezionata, amante del buon gusto e della convivialità.

La chiusura e il lungo silenzio

Benso chiuse i battenti nei primi anni 2000, lasciando un vuoto nel panorama della ristorazione cittadina. Nel frattempo, il quartiere che lo ospitava – il ghetto ebraico – attraversò un periodo di degrado e abbandono. La storia di Benso sembrava essersi conclusa, inghiottita dal tempo e dai cambiamenti della città.

Il ritorno di Benso: tra memoria e innovazione

Ma le storie belle non finiscono mai davvero. Oggi, grazie alla famiglia Morabito – Iside, Luigi e Francesco – Benso rinasce come ristorante di pesce a Bologna, mantenendo il nome originale e rendendo omaggio alla sua gloriosa eredità. L’ambiente è stato completamente ristrutturato: elegante, caldo, contemporaneo, ma con le travi in legno e i mattoncini rossi rimasti a evocare la memoria del passato. L’offerta gastronomica, curata dallo chef Corrado Parisi, guarda avanti senza dimenticare.

Un menu che guarda al futuro con un occhio agli anni ’80

La proposta culinaria di oggi è incentrata sul pesce fresco, interpretato con creatività e rispetto per la materia prima. Accanto ai menu Gran Cru e Pomona, lo chef Parisi ha creato un divertente menu “vintage”, ispirato ai grandi classici degli anni ’80: cocktail di scampi e gamberi, pennoni al salmone e vodka, sogliola alla mugnaia, risotto alla pescatora e fritto misto. Piatti della memoria che vengono reinterpretati con tecnica e visione moderna, proprio come faceva il Benso di un tempo: innovare partendo dalle radici.

 

 

Articolo scritto da RealDigitale | Smart-Tech Agency