Gambero Rosso, anche Benso tra le eccellenze in cucina a Bologna ed Emilia Romagna

BOLOGNA – La nuova Guida del Gambero Rosso premia con successo l’Emilia-Romagna. Sono 147 le insegne della regione (su 2.425 locali censiti) che figurano nel volume presentato a Roma. “Ristoranti d’Italia 2025”, che sul podio mette Niko Romito ed Enrico Crippa, indica per la nostra regione 27 nuovi ingressi, due Tre Forchette, sei Tre Gamberi, un Tre Bottiglie, un Tre Tavole e due premi speciali.

L’autunno è la stagione in cui le piattaforme gastronomiche celebrano la cucina italiana, ristoranti e chef. In attesa della presentazione della stellata Guida Michelin (il 5 novembre la temuta Rossa farà tappa a Modena), Gambero Rosso ha indicato le sue preferenze, tenendo conto di una situazione sempre in ebollizione, fra ristoranti, bistrot e nuove botteghe culinarie.

Pur perdendo un gradino alla sua Francescana di Modena, con un punteggio di 95 centesimi che gli garantisce le Tre Forchette per il suo ultimo menu “Globale”, Massimo Bottura conquista il Premio Speciale Novità dell’anno con il suo Al Gatto Verde, frazione San Damaso. Una quarantina di coperti, all’interno della dimora di campagna Casa Maria Luigia: stile, eleganza e sostenibilità per la nuova avventura green di Bottura e la moglie Lara Gilmore.

È DaGorini a San Piero in Bagno di Romagna l’altra Tre Forchette. Pluripremiato, quella del pesarese Gianluca Gorini, con Sara Silvani, è una scalata alle vette della ristorazione nostrana, cominciata dopo essersi insediato, ormai quasi dieci anni fa, nella vecchia Locanda del Gambero Rosso. «La proposta – si legge nella guida – brilla per originalità e materie prime, pescando con disinvoltura tra intuizioni personali, echi contadini e canoni contemporanei».

I Tre Gamberi, ovvero il massimo riconoscimento per le trattorie, vanno alla mitica All’Osteria Bottega di Daniele Minarelli (via Santa Caterina), un classico per chi vuole i piatti della tradizione bolognese. Stesso titolo per l’Antica Osteria del Mirasole a San Giovanni in Persiceto, i cui riconoscimenti, per Franco Cimini e Anna Caretti, non si contano più: anche qui trazione e materie prime eccellenti.

Ci sono anche novità. Mandato in pensione il simbolo della Cocotte, adesso ci sono le Tavole che raccontano le nuove formule della ristorazione: velocità, cura, senza abdicare al servizio. Premiati, ancora una volta, i ragazzi di Ahimè, in via San Gervasio appena dietro il Mercato delle Erbe. Il menu è concepito dal giovane Lorenzo Vecchia, improntato alla tradizione vegetale, riletta col suo tocco contemporaneo. Avvertimento: Costa, con gli altri soci, sta per aprire in via Santo Stefano una specie di BBQ con piatti alla brace.

Ci sono anche degli ingressi. Benso, che ha aperto da poco in vicolo San Giobbe nel ghetto ebraico, conquista una segnalazione. È Corrado Parisi a governare la cucina, soprattutto di pesce, con una menzione speciale per i dessert.

Poi, le conferme. Al Cambio, Massimiliano Poggi Cucina, Iacobucci a Castel Maggiore, Gastarea nel circuito dell’Anusca Palace Hotel di Castel San Pietro Terme dove lo chef Dimitri Galuzin fa girare alla perfezione i prodotti del territorio. Due Gamberi anche per Casa Merlò di Dario Picchiotti e Francesco Tonelli: estro e divertimento per i piatti della nostra cucina regionale.

Fonte: Repubblica.